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La masterclass è rivolta a chiunque, professionisti del settore e non!
“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza” (Pina Bausch). Così diceva colei che, dagli anni Settanta, rivoluzionò le scene teatrali internazionali, ponendo al centro della creazione artistica il gesto e l’azione. Il seminario, destinato non solo a chi già studia recitazione o ha delle basi coreutiche, ma anche a tutti coloro che, da neofiti, vogliano avvicinarsi alle arti performative, mira a far conoscere il teatrodanza nella sua forma essenziale: una fusione di danza, parola espressiva e drammaturgia del corpo.
Integrando il recitato alla gestualità e al movimento, i partecipanti saranno guidati in un processo creativo che, sulla base di alcuni temi proposti, li porterà a scrivere con il proprio corpo una partitura fisica pregna delle emozioni del vissuto. Il lavoro prevede alcuni step di improvvisazione, mirati a liberare progressivamente le principali urgenze espressive dei “danzattori”, e diversi momenti di feedback in cui confrontarsi con la docente e i compagni, per un proficuo scambio di opinioni e suggestioni. Uno dei principi-chiave del tanztheater, infatti, risiede proprio nella partecipazione attiva dei singoli membri del gruppo al processo di composizione, a partire dalla risposta ad alcuni quesiti posti. Si possono offrire soluzioni alle domande impiegando indifferentemente movimenti, parole o entrambi i linguaggi, si può compiere un gesto o pronunciare una breve frase; infine, è possibile eseguire una lunga sequenza motoria o proporre un discorso articolato. Ciò che conta è arrivare a una vera e propria partitura fisica che racconti e “porti fuori” quanto sentiamo dentro, frutto del lavoro individuale e della sinergia con l’ensemble di lavoro.
Componente fondamentale del laboratorio, la musica, che, attraverso una sapiente mescolanza di generi, saprà accompagnare i seminaristi in una ricerca genuina e libera da pregiudizi, dove la necessità espressiva diventerà il motore dell’azione senza alcuno schema precostituito. Lo studio dei flussi di movimento e dell’organizzazione della comunicazione non verbale mediante la combinazione di diversi principi, quali il peso, lo spazio, il tempo e il ritmo, permetterà ai partecipanti di entrare in contatto con l’emozione intima che genera il movimento stesso. A questo si uniscono la stimolazione sensoriale e un impiego non convenzionale della parola scenica, che, liberata dalle costrizioni del testo scritto, diventerà sempre più organica al movimento nello spazio.
Gli allievi che, lo scorso anno, hanno già frequentato con la docente i seminari di Espressione corporea, avranno modo di recuperare le nozioni acquisite e incanalarle in un nuovo e più approfondito lavoro, dove porre in risalto la personalità dell’interprete e il suo approccio soggettivo. Perché, come sottolineava Pina Bausch, “non è interessante come ti muovi, ma cosa ti muove”.
I posti sono limitati!
Durata del corso:
Il laboratorio include tre week-end consecutivi
14-15 marzo 2026
11-12 aprile 2026
orario 10-17 (con un’ora di pausa pranzo)
LA MASTERCLASS PREVEDE UN NUMERO MASSIMO DI 12 PARTECIPANTI
Dove:
Nella nostra spaziosa e luminosa sede di 180 mq ! Ci trovi a due minuti a piedi dalla fermata metro Bengasi di Torino, in Via Monte bianco 29 a Moncalieri
Contributo richiesto
– Una quota di 200 Euro + tessera Arci obbligatoria 12 euro per un totale di 212 Euro.
MANUELA MARASCIO
Manuela Marascio, nata a Torino nel 1991, è attrice e autrice teatrale, danzatrice e regista. Ha frequentato il palcoscenico fin da bambina, affiancandovi lo studio della musica e della danza. Si è formata al Teatro Nuovo di Torino e attraverso seminari e masterclass di recitazione. Attualmente è inserita in diverse compagnie locali, che spaziano dalla commedia brillante al dramma, fino al teatro civile e di ricerca. Lavora per la Fondazione Casa del Teatro Ragazzi e Giovani e in collaborazione con le scuole torinesi all’interno di percorsi curricolari di approfondimento teatrale. È specializzata in letteratura e storia del Novecento e propone agli studenti nelle scuole progetti mirati alla lettura e drammatizzazione di autori scelti. Porta avanti lavori indipendenti di studio e riscoperta di scrittori e drammaturghi tra Otto e Novecento. Il suo campo di ricerca si focalizza, in particolare modo, sulle varie forme di femminilità attraverso i linguaggi performativi. È una ballerina di classico, modern e contemporaneo. Dal 2022 collabora con ANPI per la produzione di spettacoli in occasione delle Festa della Liberazione. È attiva nel vercellese e in Francia con la Bieffepi Eventi, che si occupa di promuovere le residenze storiche attraverso il teatro e le rievocazioni. Dal 2017 è membro del collettivo Cabaresque Project, che attinge alla rivista e al vaudeville rivisitati in chiave contemporanea. Lavora occasionalmente in produzioni cinematografiche e shooting fotografici, oltre che come performer. Attualmente è operativa tra Roma e Torino. Tiene corsi di recitazione, dizione, espressione corporea e storia del teatro. Promuove laboratori e workshop di ricerca espressiva, sensoriale, cognitiva. È laureata con lode in Letteratura, Filologia e Linguistica italiana e in Drammaturgia musicale al DAMS. Sta conseguendo un’ulteriore laurea in Scienze del libro, del documento e del patrimonio culturale. La rassegna proposta in collaborazione con Areté porta in scena un’eterogenea e non convenzionale indagine sul femminile, nelle sue più svariate possibilità narrative ed espressive, tanto in chiave storica quanto sul versante mitico-simbolico. Manuela Marascio cerca costantemente la contaminazione tra i linguaggi – soprattutto il teatro, la danza e l’arte figurativa – e le interessa in particolar modo il flusso di movimento che nasce da corpi espressivi, con lo scopo di emozionare e comunicare attraverso scambi energetici. Ama la visione contemporanea applicata alle tradizioni e le radici della nostra cultura e del nostro essere. Crede nel teatro come tensione mai sazia verso la bellezza e coltivo il sogno della libera espressione dell’intimità più profonda.
