IL BAR DELLE OMBRE

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Sinossi

Due esseri, depositari rispettivamente del bene e del male, si trovano costretti a vivere insieme e forzati ad operare in accordo fra di loro nonostante l’inconciliabilità della loro stessa natura. Dèi dalle sembianze umane e contaminati da esse, isolati in un luogo e in uno spazio non definiti seguono le regole dettate dal “Libro”, altresì strumento indispensabile per mettere in atto le loro scelte nella realtà umana. Non hanno alternativa se non la collaborazione: per poter utilizzare il “Libro” devono essere entrambi d’accordo e il non seguire le regole condurrebbe entrambi a morte certa. L’equilibrio raggiunto dopo millenni di litigi, rabbia e frustrazione sta per spezzarsi: dove li condurrà l’ennesimo scontro? Scommesse, ricatti, e lotte portano lentamente le posizioni di entrambi a mescolarsi ed essere invase dal principio alla base di qualunque scelta: il compromesso.

yin and yang, balance, harmony

Note dell’autore

 

Quante volte abbiamo sentito parlare di tao, di Yin e Yang, di giorno e notte, luce e buio, bene e male, azione e stasi, cielo e terra, corpo e psiche: principi inconciliabili tra di loro tuttavia uniti indissolubilmente. E quante volte siamo rimasti affascinati dal pensiero che da due opposti che diventano uno possa scaturire ogni forma di vita, di movimento, di cambiamento e dell’universo come lo conosciamo. E’ proprio questo fascino che mi ha spinto ad approfondire la natura del dualismo: un termine usato per definire ogni dottrina che si riferisca in qualsiasi campo di indagine a due essenze contrapposte tra loro. Gli esempi sono molteplici ed esistono centinaia di campi di studi, ma in questo caso specifico il mio interesse si è indirizzato ad una ricerca di carattere antropologico. Ad esempio, in filosofia, il concetto è antico e ampiamente trattato sin dai tempi di Platone, con la definizione dell’uomo come una realtà duale composta da anima e corpo. In psicologia, la troviamo nell’indissolubile unione di “es” e “super-io” elaborata da Froid, un conflitto eterno al centro del quale troviamo “l’io”. La teosofia considera la forma e la vita, la materia e lo spirito, come radici unite indissolubili del “sé”. Molte religioni, in primis il Taoismo, fanno di questo concetto base la propria identità.

Il filo conduttore dagli approfondimenti fatti in questi ambiti mi ha condotto alla necessità di rappresentare tale dualità, attraverso una metafora che rappresenti la stessa condizione umana. Un eterno conflitto interiore che genera una scintilla in grado di fare una scelta, prendere una decisione, agendo nel rispetto delle regole che la nostra stessa natura impone.

Come e perché viene effettuata una scelta? Come vengono soppesate le variabili che portano le due parti dentro di noi ad accettare il compromesso che ci permette di agire? E’ difficile giudicare le azioni altrui proprio a causa dell’impossibilità di conoscere quali pesi e quale bilancia si utilizzino.

“Il Bar delle ombre” non vuole essere un pretenzioso tentativo di dare una risposta a domande tanto complesse, bensì, attraverso il linguaggio della commedia, una spinta alla riflessione sull’uomo, sul libero arbitrio e su come le regole che governano questo mondo siano la cristallizzazione di quello che si potrebbe definire “dio”.

Testo:

Andrea Zuliani

Regia:

Fiorella Carpino

Assistente alla regia:

Chiara Pautasso

Con:

Fiorella Carpino, Simone Valentino, Andrea Zuliani

Costumi:

Augusta Tibaldeschi

Scenografia:

Claudia Martore

Musiche:

Simone Valentino